Dimmi Che Caffè Bevi e Ti Dirò Chi Sei.

Ciao a tutti cari lettori,

oggi nella mia rubrica #lifestyle vi parlerò del #caffè e dei suoi mille significati sociali. Ma prima facciamo un passo indietro nel tempo e scopriamo le sue leggendarie origini.

Il caffè è una bevanda ottenuta dalla macinazione dei semi di alcune specie di piccoli alberi tropicali appartenenti al genere Coffea, parte della famiglia botanica delle Rubiacee, un gruppo di angiosperme che comprende oltre 600 generi e 13.500 specie.

Sebbene all’interno del genere Coffea siano identificate e descritte oltre 100 specie, commercialmente le diverse specie di origine sono presentate come diverse varietà di caffè. Le più diffuse tra esse sono l’arabica e la robusta.

fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Caffè 

Storia.

Fino al XIX secolo non era certo quale fosse il luogo di origine della pianta del caffè e, oltre all’Etiopia, si ipotizzava la Persia e lo Yemen. Studi successivi sostengono che il miglior caffè sia quello di Mokha, città nello Yemen e che questo collocherebbe lì il luogo d’origine. Questa bevanda iniziò a diffondersi in Europa a partire dal XVII secolo, a Londra ed a Parigi dove una libbra di caffè veniva pagata fino a 40 scudi. Verso il 1650, cominciò ad essere importato e consumato in Inghilterra e si aprirono di conseguenza i primi cafè, circoli e bar e chiamati in inglese coffeehouse, come ad esempio quelli di Oxford e di Londra. Nel 1663 in Inghilterra vi erano già 80 coffeehouse, cresciuti vertiginosamente in breve tempo. I caffè divennero presto luoghi di ritrovo sociale e di nascita e diffusione di idee liberali, e furono frequentati da letterati, politici e filosofi, diffondendone l’uso in tutta Europa. Nel 1670 aprì il primo caffè a Berlino e nel 1686 a Parigi. Nel 1689 venne inaugurato il primo caffè negli Stati Uniti, a Boston, denominato London Coffee House. Seguì il The King’s Arms, aperto a New York nel 1696.

Nel Settecento ogni città d’Europa possedeva almeno un caffè. Le residenze nobiliari erano spesso dotate di appositi edifici destinati al consumo del caffè e della cioccolata in tazza, le kaffeehaus, ispirate a quelle dei giardini reali di Sassonia, le prime (per questo chiamate comunemente in tedesco). Il caffè iniziò ad essere coltivato in larga scala nelle colonie britanniche e in quelle olandesi in Indonesia. La Compagnia olandese delle Indie Orientali incominciò a coltivare il caffè già nell’ultimo decennio del XVII secolo, presso Giava utilizzando semi provenienti dal porto di Mocha, nello Yemen. Nel 1706 alcune piantine di caffè vennero trasferite da Giava al giardino botanico di Amsterdam; da lì, nel 1713, una pianta raggiunse la Francia. Fu Carlo Linneo, botanico svedese a cui si deve la diffusione del sistema di classificazione degli organismi in genere e specie, a proporre per primo il genere Coffea nel 1737.Erano gli inizi del 1600 e in ogni porto e in ogni mercato italiano, arrivavano chicchi di caffè da ogni parte del mondo. Eppure, a Napoli, dove oggi lo consideriamo un rito, il caffè arrivò molto in ritardo, in modi misteriosi e, quasi, leggendari.

Tra le più accreditate, si narra che il caffè fosse già presente in Campania verso il 1450, quando a Napoli regnavano gli Aragonesi. Alfonso D’Aragona era allora a capo di un vasto impero formato dall’Aragona, la Catalogna, Valencia, Maiorca, la Sardegna e la Sicilia e le sue navi solcavano il mar Mediterraneo, e da qui raggiungevano i porti del Levante riportando tutti i prodotti orientali all’epoca commerciabili.

Sta di fatto che, a differenza di altre città di Italia ed Europa, Napoli iniziò ad apprezzare l’amara bevanda solo agli inizi dell”800. Fu solo allora che la città si arricchì delle colorite grida di caffettieri ambulanti. Queste figure, ormai scomparse, percorrevano la città in lungo e in largo muniti di due recipienti, uno pieno di caffè e l’altro di latte, e di un cesto con tazze e zucchero. I caffettieri, oltre a fornire una colazione veloce ai napoletani più affrettati, urlavano per consuetudine, ogni giorno il nome del santo che si festeggiava, in modo che i più sbadati ricordassero anche di fare gli auguri ad amici e parenti.Il caffè nei secoli ha assunto sempre più una funzione sociale e di condivisione, tra colleghi di lavoro, tra amici e tra persone che stanno conoscendosi, l’invito a prendere un caffè è ormai una consolidata abitudine per incontrare o conoscere qualcuno. Oggi il caffè ancora più di prima serve ancora a consolidare legami. Qualunque amico, conoscente, parente o, perchè no, uno sconosciuto appena incontrato, a Napoli, ti chiede:“ti posso offrire un caffè?”, quando nel caos degli impegni vogliamo ancora cercare una conversazione tranquilla diciamo:“prendiamo un caffè?”, e quando qualcuno chiede aiuto, consiglio o parere, prima di ogni altra cosa, gli viene proposto:“ti faccio un caffè?”. E poi ci sono quelli che vivono una tazzina di caffè come un incontro, tranquillo e pacato, con sè stessi.
Nella mia città il caffè ha assunto un ruolo cruciale nei rapporti interpersonali, azzarderei a definirlo una sorta di collante per le persone e non solo. Le sue caratteristiche eccitanti hanno reso il caffè una bevanda molto consumata tra studenti alle prese con esami, professionisti sempre in giro per lavoro o tra chi ha necessità di essere sempre vigile e concentrato a lungo. Il caffè resta dunque una delle bevande più consumate al mondo e a Napoli si è inserito perfettamente nel tessuto socio-culturale a tal punto da assumere le sembianze di un rito seguito per tradizione.

E tu che tipo di caffè bevi?

La varietà di caffè consumata oggi è davvero considerevole ed è la bevanda più amata da milioni di persone in tutto il mondo! Secondo uno studio basato su una ricerca culturale ed antropologica la variante che scegliamo per gustare l’espresso evidenzierebbe tratti ben definiti e precisi della nostra indole e, soprattutto, del nostro approccio alla vita.

Ecco quali sono le tipologie di caffè più bevute e in che modo i nostri gusti in merito riflettono la nostra personalità:

Caffè espresso.

Se siete degli ultras del caffè espresso avete la stoffa del leader. In base ad una ricerca condotta su un campione di mille consumatori di caffè, chi preferisce l’espresso lavora duro e tende ad assumere la leadership in tutti i campi. Coloro che scelgono di bere il caffè liscio sanno perfettamente ciò che vogliono e sono lavoratori seri ed instancabili, anche se un po’ instabili nell’umore.

Caffè macchiato.

Se invece non rinunciate a una goccia di latte nella tazzina il quadro è molto diverso: probabilmente siete delle persone un po’ indecise per le quali è molto importante compiacere il prossimo, ma anche molto sensibili. Chi al caffè aggiunge un po’ di latte è una persona piacevole, che tende sempre a smussare gli angoli in ogni situazione, generosa ed aperta. Allo stesso tempo, però, non si prende abbastanza cura di sé.

Caffè corretto. 

Le persone che scelgono il caffè corretto sono definite viziose e vanitose. Hanno un fascino fintamente inconsapevole. Passionali e grandi amanti, amano comandare e lasciare il segno.

Caffè corto.

Gli amanti del caffè ristretto sono considerate persone molto esigenti e un po’ chiuse su alcune questioni. In genere sono puntualissimi e precisi.

Caffè lungo.

Chi sceglie il caffè lungo viene ritenuto estremamente socievole, aperto e di compagnia.

Caffè americano.

I soggetti più calmi e rilassati prediligono il caffè americano, dimostrando una maggiore capacità di fronteggiare gli eventi. Prendono la vita così come viene, senza troppi progetti, ma questo allo stesso tempo rappresenta anche un loro difetto perché tendono a procrastinare le decisioni. Inoltre, sono poco attenti alla salute.

Caffè al Ginseng.

Sono persone molto sofisticate dal palato sopraffino, metodiche, precise e minuzione nella vita, tendono a ricoprire ruoli manageriali nella vita, sono attenti osservatori, caute e riflessive nel prendere decisioni. È considerata soprattutto la scelta dei radical chic che cercano qualcosa di alternativo. In genere è scelto da persone curiose e affascinante. Un tantino egocentriche a volte, ma dalla vena creativa.

Caffè doppio.

È la scelta degli intellettuali e di chi ha gusti più sofisticati. Hanno grande fascino ma sono anche molto esigenti.

Caffè decaffeinato.

Le persone che scelgono il caffè decaffeinato sono tendenzialmente perfezioniste, bisognose di avere il controllo della situazione, attente al proprio corpo e alla salute. Sono allo stesso tempo persone facilmente impressionabili, che possono eccedere con il desiderio di dare ordini e di controllare.

Caffè shakerato.

Chi opta per questa bevanda è una persona mentalmente aperta alle novità, socialmente coraggiosa, amante dei bambini e creativa, ma allo stesso tempo può rivelarsi incauta ed incapace di scegliere cosa è più salutare.

Cappuccino.

Ce n’è anche per gli amanti del cappuccino tendono ad essere onesti, creativi e motivati, sono pieni di amici, si annoiano però facilmente se frequentano persone prive di immaginazione. Chi beve cappuccino ha un animo sensibile, dai tratti femminili molto marcati, e tende a volere avere sempre il controllo della situazione e a mal sopportare i cambiamenti troppo bruschi.

Mocaccino.

Il mocaccino è scelto soprattutto dalle persone divertenti e creative. Hanno forte personalità, a tratti un po’ prevaricatrice.

Frappuccino.

Frappuccino, scelto dai trend setter, persone avventurose e coraggiose che però non sempre fanno la scelta più salutista, ovviamente, con tutta quella panna!


  Se l’articolo ti è piaciuto puoi continuare a seguirmi sui social @therealfashionstateofmind e Fashion State of Mind!


Thanks for Visiting!

See You Soon

Giulia Giri

 

 

You May Also Like

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *